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Walala per Marella: arte e moda dalle atmosfere pop

*foto di Walala Studio

Quando abbiamo letto del progetto di Camille Walala  per Marella siamo rimasti piacevolmente colpiti abbiamo avuto un’ulteriore conferma che il confine tra moda e arte è sempre meno definito. Due mondi che con il tempo hanno imparato a dialogare e a contaminarsi per dar vita a nuovi percorsi stilistici. La storia recente infatti ci propone collaborazioni che in alcuni casi sono passate alla storia, come quella degli anni 80 tra Heith Haring e Vivien Westwood. Insieme diedero vita alla capsule “Witches”: una mini collezione fatta di un mix di forme e colori tipici della street art di Haring rimaneggiate dalla sapiente arte dell’eccentrica e irriverente Westwood. Oppure la collezione disegnata recentemente dall’artista Damian Hirst per Swatch, in occasione del 90° anniversario di Topolino. Due modelli di orologi in edizione limitata per celebrare un’icona per grandi e piccoli.

*foto di “charlieporter.net” e “swatchgroup.com”

Come non approfittare in questa occasione per parlarvi di “Walala per Marella Art.365”? Uno degli ultimi progetti di Camille Walala, una designer che a noi di WOM piace molto.
La giovane artista (francese di nascita ma inglese di adozione) attraverso il suo stile giocoso, ricco di colori brillanti e pattern contaminati dal design africano, ha realizzato una mini collezione imprescindibile in un guardaroba che cerca originalità e personalità. La collezione “Art.365”, lanciata da Marella nel 2014, è sempre stata realizzata con i colori del bianco e del nero. Walala non poteva che rompere gli schemi utilizzando i colori e due stampe, caratterizzanti della sua visione digital pop. Ha dato vita a una limited edition di sei capi che comprendono anche una t-shirt, una hobo bag e una pochette.

*foto di Marella

La designer di “Walala per Marella Art.365”, attraverso le trame e i pattern geometrici colorati, ha la capacità di personalizzare ogni progetto a prescindere dall’ambito in cui opera: dalla moda (vanta collaborazioni anche con Armani e Saresa) all’interior design (ad esempio gli uffici di Facebook e di Converse). E se volete ammirare dal vivo alcune delle sue opere vi consigliamo il progetto “Industry city” a New York (precisamente a Brooklyn), per il quale ha trasformato un palazzo di 40 metri d’altezza utilizzando una decorazione fatta di geometrie e colori che si ripete lungo tutte le finestre. Ha modificato l’impatto visivo del quartiere in modo permanente.  Vi suggeriamo inoltre “Pop life” a Cleveland, una ex banca in disuso convertita oggi in una galleria d’arte e in un centro yoga.

*foto di Walala Studio

Cosa ne pensate di questa collaborazione? Avevate già visto le opere di Walala in giro per il mondo?

 

i vostri WOM!