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Milano, EAST MARKET

È domenica mattina;  il sole splende, gli uccellini cantano, la sveglia suona, Francesco la spegne, e magicamente sono le 13: molto bene.

Il diabolico piano della sera precedente prevedeva  alzataccia (credeteci), colazione leggera e uscita di casa ad  un’ora decente in direzione Lambrate per la Spring Edition dell’East Market che, per chi non lo sapesse, è l’evento stagionale quintessenza dell’hipster.

Noi, l’unica cosa di hipster che abbiamo è una camicia di Fra, che non mette neanche troppo spesso; ma voleteci bene.

Imbocchiamo la metro alle 15, decisamente convinti riguardo al percorso più breve da fare.

Convinti perché il giorno prima ci siamo presentati allo stesso indirizzo, molto ingenuamente.  Posto giusto, temperatura perfetta, allineamento planetario irripetibile: giusto 24 ore di anticipo.

C’eravamo solo noi ed una signora fuori dalle porte di un ristorante. Dobbiamo averle fatto un po’ pena dato che, senza chiederle nulla, ci indirizza verso la stazione metro più vicina. In ogni caso, per non perdere le 20 calorie consumate giungendo fin lì ci fermiamo per la merenda a mangiare due pizzette innocenti da mezzo kg ognuna e una coca zero in due, perché alla linea ci teniamo.

Tornando all’East Market, ci si trovano oggetti di tutti i tipi e dopo che ce ne siamo andati, abbiamo anche scoperto che si mangiava, ma cerchiamo di restare concentrati. Il mercato è di ispirazione londinese, dove ognuno espone e vende ciò che vuole, ed è ambientato in una location industriale molto suggestiva.

Fra è piuttosto alto, per cui come un faro nella notte si aggira indisturbato tra gli stand, come in una realtà parallela cercando un vinile di Bill Withers con Ain’t No Sunshine (che poi non abbiamo neanche il giradischi, ma vabbè). Non trova il vinile ma conosce Chiara, che grazie alla freschezza dei suoi 19 anni, gli fa notare che “‘80s is the new vintage” (paura).  Gius inizia a provare un paio di giacche allo stand di Ernesto, che ha raccolto tutti i giubbotti in denim dei suoi amici (presumiamo a loro insaputa) per rivenderli  e darsi alla bella vita durante l’estate. Dopo qualche tentativo ed essersi finalmente accorto di somigliare a Lucio Dalla ai tempi d’oro,  lascia perdere. Trascinato dal fiume di gente, dopo venti minuti annuncia all’altoparlante di essersi smarrito, che una mamma qualsiasi vada a recuperarlo.

Gira che ti rigira si fanno le sei e dopo un’altra sobria merenda delle nostre decidiamo di rientrare.

Intanto salutiamo e ringraziamo, come promesso, Chiara ed Ernesto (simpatico, per l’appunto su Lucio Dalla).

Al prossimo lunedì, i vostri WOM!

 

 

East Market Milano
via Ventura, 14 ( Metro verde – fermata Lambrate)
http://www.eastmarketmilano.com