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Catanzaro, PARCO DELLA BIODIVERSITA’

Milano è quella città in cui la parte migliore del tuo guardaroba è inutilizzabile. Acquisti i capi del “mezzo tempo” sempre con le migliori intenzioni e visualizzi mentalmente tutte le occasioni in cui li indosserai. In realtà servono solo a creare volume nell’armadio; in città si percepisce la temperatura della tundra scandinava o quella del nucleo del sole, a seconda del periodo dell’anno e senza soluzioni di compromesso. Gius tutto questo non lo accetta.

Non appena l’acqua a temperatura ambiente è abbastanza calda per bollire le patate, prenotiamo due biglietti aerei e tanti saluti a tutti (almeno per un weekend). Scegliamo la meta più esotica che ci viene in mente: la Calabria, splendida terra di Gius!

Atterriamo  all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, con i bagagli preparati a casaccio. La nostra destinazione è Catanzaro, capoluogo di regione. Abbiamo voglia di mare (e che mare), ma non solo; la città è custode di un importante patrimonio dell’arte contemporanea, celebrata in tante e diverse forme.

La prima imperdibile tappa è il Parco Internazionale della Scultura, presso il Parco della Biodiversità Mediterranea: un museo all’aperto, nel cuore del centro urbano catanzarese. A parte i 13 ettari di saliscendi (glutei sodi assicurati fino al 2023), si tratta di una collezione pubblica dal valore inestimabile.

Sono esposte opere permanenti di maestri del calibro di Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Tony Cragg, Marc Quinn, Dennis Oppenheim e molti altri… L’obiettivo è quello di avvicinare l’arte al vivere quotidiano, in maniera assolutamente gratuita, in un luogo che già di per sé è eccezionale, ospitando la quasi totalità delle specie arboree del Mediterraneo.

Abbiamo davanti tutto il sabato pomeriggio per visitare la mostra. Iniziamo dalla Cabane éclatée aux 4 couleurs di Daniel Buren. Non un oggetto ma un luogo; un’architettura esplosa. Il cubo, costituito da superfici colorate e specchi, crea un sofisticato gioco di condivisione e rinnegazione dello spazio circostante. L’apertura al vuoto intriga l’ospite e lo invita. Approfittando delle pareti riflettenti cerchiamo di accelerare il processo di abbronzatura; tutto quello che riusciamo ad ottenere è una lieve ustione.

Seven times di Antony Gormley è la seconda e suggestiva opera che attira la nostra attenzione. Sette figure sono immerse nel terreno e rivolte al mare, formando una linea sull’orizzonte. Lo scultore inglese le realizza partendo dal calco del proprio corpo. La scelta del numero delle statue non è casuale; già per l’astrologia babilonese il sette rappresenta il cosmo e la sua perfezione. Lo studio della fisicità umana, quale sede di memoria e trasformazione, è alla base della ricerca dell’artista.

Catanzaro ’11 come si evince dal nome è realizzata appositamente per la città da Mauro Staccioli. Un cerchio del diametro di 8 metri in acciaio corten sembra in bilico sul profilo della collina. La forma inquadra il paesaggio, lo accoglie e lo attraversa secondo una rinnovata dialettica spaziale. In più si accosta molto bene alla carnagione di Fra, per cui foto à gogo!

Gius resta particolarmente colpito dall’installazione temporanea site specific (quanto ci piace questa parola): il Giardino delle Muse silenti di Gianfranco Meggiato. Un labirinto, realizzato con sacchi di juta pieni di sabbia, che occupa un diametro di 20 metri. Il tema, che nell’antichità classica, ed in particolare nel Mediterraneo, è metafora della condizione umana e della ricerca interiore, viene associato alla tecnica scultorea. L’impatto visivo dell’opera riconnette subito ai bombardamenti nelle zone di guerra; all’interno 7 sculture nere monumentali e soltanto una bianca.

Oltre alle statue, bambini in ordine sparso, rigorosamente senza guinzaglio, sbucano un po’ dappertutto. Ipotizziamo che, visti i numerosi e romantici tunnel floreali, molti di loro potrebbero essere stati concepiti lì. Nel frattempo un gruppo di street dancers si prepara per uno spettacolo. Il Parco è pieno di elementi inaspettati ed apparentemente antitetici. La rigogliosa vegetazione si mescola ad ambienti desunti dalla realtà urbana, come lo spazio dedicato agli skaters, sotto al viadotto completamente trasformato dai graffiti.

A proposito di murales, in città c’è molto altro da visitare e restano ancora un paio d’ore prima del tramonto. Intanto ci è venuta fame; al bar le file dei pensionati, in posta, il giorno di paga. In lontananza avvistiamo un fagiano, forse scappato dal Centro Recupero Animali Selvatici: dev’essere un segno del destino.

Al prossimo lunedì,

i vostri WOM!

 

 

http://www.parco.provincia.catanzaro.it/
Parco della Biodiversità
Via V.Cortese, 1
88100 Catanzaro

 

 

 

 

2 comments

  1. […] nostri lettori più affezionati ricorderanno il nostro viaggio a Catanzaro. La Calabria è per noi un luogo del cuore e avevamo voglia di ritornarci. Questa volta ci siamo […]

  2. […] Non è la prima volta che trattiamo di questo posto. Secondo il nostro parere si tratta di uno dei luoghi più belli di Catanzaro e dell’intera Costa degli Aranci. Presso il Parco della Biodiversità Mediterranea è istituito un museo a cielo aperto nel cuore pulsante della città. Artisti del calibro di Michelangelo Pistoletto e Mimmo Paladino espongono gratuitamente le proprie opere per avvicinare la scultura contemporanea al vivere quotidiano. Per approfondire questo argomento dai un’occhiata al nostro precedente post! […]

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